Muvi Viadana: Materia Carta

Muvi-ViadanaGIUSEPPE ROVESTI vanta una lunga esperienza nell’arte del collage, una tecnica espressiva che fin dall’ottocento vede all’opera artisti di grande prestigio internazionale. In proposito, vale la pena di ricordare come alcuni tra i principali poeti visivi, Miccini e Pignotti, tra gli altri,  che hanno legato la ricerca poetica al collage, hanno avuto nei decenni scorsi, frequenti rapporti di collaborazione con gli artisti e le istituzioni mantovane. Il MUVI di Viadana, poi, nel 2013, in occasione del cinquantesimo della nascita del Gruppo 70,  ha curato una mostra di Poesia Visiva con opere a collage di rilievo internazionale.

L’identità artistica di ROVESTI, ha come punto di origine e di formazione l’interesse per il manifesto murale la cui presenza, dal secolo scorso, è parte indelebile del paesaggio urbano. I manifesti vengono sovrapposti uno sull’altro, fino a formare sui muri e sui tabelloni pubblicitari, spessi strati di carta stampata che custodiscono l’universo di immagini e di messaggi che quotidianamente informano su consumi e stili di vita. ROVESTI inizia la sua ricerca da questi strati di carta staccata dalle sedi di affissione. Scava nella carta, libera immagini e scritture dal legame con la compattezza della colla, mette a confronto brandelli di pagine diverse per farli interagire fra di loro e la sovrapposizione di  messaggi di contenuto diverso, libera nuove reazioni emotive.

La produzione di ROVESTI si muove in buona misura in una dimensione di forte impatto visivo. Le immagini, lacerate dalla mano dell’artista, conservano, tuttavia, una forte carica comunicativa che  invade direttamente la natura percettiva dell’osservatore. Sono opere che privilegiano l’impatto emotivo, le reazioni sensoriali, il contrasto e il disordine formale prima dell’ordine mentale. Un filone, non meno significativo nella produzione dell’artista è connotato, diversamente, da una più approfondita e raffinata dimensione poetica. Qui l’artista interviene sulla pagina stampata, strappa e modella, ritaglia e ricompone brandelli di carta, smuove l’inchiostro tipografico fino a mimetizzare l’integrità iniziale della pagina per comporre spazi di raffinata qualità pittorica.  Nel corso del suo lungo percorso artistico, ROVESTI è rimasto sostanzialmente fedele alle sue intuizioni originarie: ridare nuova vita ad uno strumento della comunicazione sociale, il manifesto murale, espressione fra le più incisive della scienza della comunicazione ma, per sua natura, destinato a vita breve per essere sostituto dal manifesto successivo, secondo i ritmi del consumo che regolano la vita contemporanea. Re-inventare una nuova funzione, ri-motivare oltre la fine dello scopo, ri-cercare nuove idee, ri-creare nuove emozioni. Ri-generare le realtà e soprattutto ri-generare noi stessi attraverso l’arte, la poesia e il pensiero creativo.

ROBERTO PEDRAZZOLI
Gennaio 2015